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A
SINIGAGLIA TRA MUSICA E VESTITI
A
Sinigaglia per cambiare i dischi. Ancora non c’era
Radiomontevecchia. Con Tizio, quasi per caso, poi con Giusepp del
Catana. E’ stato lui a contagiare quelli del 55 e 56. L’unico
modo per ascoltare altri dischi, del tipo compri uno ascolti tre,
così se ne vanno via alcuni album che adesso varrebbero dalle 500
al milione di lire. Per esempio un Semiramis comprato dopo aver
letto un articolo su Super Sound. Sinigaglia che non si è mai
capito come si scrive, nemmeno Marco che ci ha abitato per trent’anni
in via Catalafimi lo sa dire. Si va lì al sabato, di mattina
magari, d’inverno con i fumi che si levano a colorare l’aria, il
freddo di Milano, il giubbotto di jeans con il pelo bianco al collo
e tutto dentro. Oggi sarebbe da tamarro. Vestiti, musica e la
scoperta di qualcosa di sconosciuto, una città grande che
inghiotte, non la si gira, si fa sempre quella strada: stazione,
metropolitana fino a Duomo e tutta a piedi, per tante volte prima di
scoprire altri percorsi. Un disco di John Cage da trasmettere a
Radiomontevecchia, i soliti ragazzi che si trovano in mezzo al
mercato recando fastidio agli ambulanti, finchè non vengono
confinati all’angolo di sinistra di una trasversale. Tra gli
appassionati un Enzo Gentile ancor giovinetto, prima che diventasse
una sicura firma del giornalismo musicale. Qualche giro con Enrico
(il rat) bravissimo ai microfoni di RMV, aveva portato una ventata
nuova con la sua grinta al microfono, una maniera di trasmettere che
non conoscevamo. Anni dopo con Francesca, da Gattullo per panini
deliziosi, il mercato ha traslocato verso la Darsena. Franz vengo a
trovarti in viale Papiniano, passo da lì. No, è che adesso abito a
Merate. Allora ci vediamo nel mio orto a raccogliere zucchine. Tutta
un’altra storia, i dischi da scambiare non ci sono più, ma vicino
c’è Discomane, in via Alzaia Naviglio Grande, nei pressi del
Libraccio. Primo negozio di dischi usati (adesso soprattutto CD)
nato a Milano. Farci un giro è obbligatorio, lungo i ponti dei
Navigli, vicino all’Osteria dei Tri basei, dove Guccini ama
presentare i suoi dischi, e scoprire che Milano è anche bella da
guardare. Non è più solo via Pacini. I luoghi della musica portano
lontano, poi magari scopri una canzone come Vedrai vedrai di Luigi
Tenco e ti scappa da piangere.
17
luglio 2001
Giordano Casiraghi
Primavera
2001 con Ivano Fossati all’Hotel Palace Milano
Viene in mente questi giorni
in cui si registra l’episodio di cronaca nera, di quel farmacista
amante delle macchine e delle belle donne. Se la giocava così la
sua vita, e quella degli altri. Poi un PAM e un altro PAM e tutto è
finito. Noi qui a chiederci perché quella ragazza universitaria di
26 anni se la intendeva con quell’uomo tanto più anziano. Va così,
ed è sconveniente parlarci sopra. Sta di fatto che qualche mese
prima in una di quelle suite ai piani alti ci incontro IVANO
FOSSATI, a parlare del suo primo disco (CD) solo strumentale, senza
parole. Si chiama infatti NOT ONE WORLD ed è edito dalla SONY. Lo
ha presentato anche nella trasmissione televisiva di Celentano,
anche perché è stato lui a scrivere il testo della canzone da cui
Celentano ha tratto il titolo del suo ultimo cd ESCO DI RADO E PARLO
ANCORA MENO. domanda.
In copertina il tuo nome è associato a Double Life, che significa?
Risposta.
E’ un progetto che vorrei far continuare, c’è l’intenzione di
avviare una biforcazione della mia attività, una linea parallela al
mio mestiere di scrivere canzoni che mi desse una certa libertà che
ho assaporato con questo cd, perché scrivere la musica, comporre la
musica è tutt’altra cosa che scrivere canzoni: è un approccio
completamente diverso, un lavoro diverso, un mondo infinito e libero
nel quale si possono anche fare degli errori, proprio per questa
mancanza di binari e di costrizioni, senza paletti a cui
aggrapparti, che possono essere il pensiero, la parola e in qualche
caso perfino l’accenno di letteratura. Qui sei in balia delle tue
scelte e soprattutto in balia delle tue conoscenze, di quello che
sai fare con la musica. Non so cosa sia più pericoloso, se
affrontare i tuoi limiti o se fare delle buone scelte, non so cosa
sia più arduo e difficile, forse fare delle buone scelte.
Giordano Casiraghi
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