Dionigi l'archeologo
Chi non conosce il nome di
Dionigi,
più volte immortalato nella
Storia?
Chi non ha mai sentito i suoi
fastigi,
la sua fama, il suo lustro,
la sua gloria?
C’è il Dionigi, tiranno in
Siracusa,
c’è il Dionigi, retor di
Alicarnasso,
e neppure Alessandria resta
esclusa,
né il Portogallo agli altri
cede il passo.
Ma il Dionigi di cui voglio
parlare
vive oggigiorno e sempre in
mezzo a noi,
la domenica sempre va a
scavare,
l’archeologo fa con tutti
voi.
1a avventura
Un giorno egli lesse,
sfogliando un giornale,
che è stato scoperto un
vecchio pugnale.
Pugnale di ferro d’un tempo
remoto,
col manico inciso
d’artefice ignoto.
Dionigi l’archeologo
partì senza indugiare,
se c’è di che scavare
non lo si ferma più.
Scavò per giorni e giorni,
spostò terra a quintali,
soffrì pene infernali,
ma nulla discoprì.
2a avventura
Gli dissero un giorno gli
amici burloni
che avevan trovato, girando i
rioni,
vicino a una chiesa, ma
proprio per caso,
appena affioranti, i cocci di
un vaso.
Dionigi l’archeologo
partì senza indugiare,
se c’è di che scavare
non lo si ferma più.
Scavò per giorni e giorni,
spostò terra a quintali,
soffrì pene infernali,
ma nulla discoprì.
3a avventura
Gli disse il fratello che lì
nel giardino,
secondo un suo studio su un
testo latino,
dovevan trovarsi monete
romane,
lasciate a suo tempo da donne
pagane.
Dionigi l’archeologo
partì senza indugiare,
se c’è di che scavare
non lo si ferma più.
Scavò per giorni e giorni,
spostò terra a quintali,
soffrì pene infernali,
ma nulla discoprì.
Finale
Ma un giorno Dionigi trovò
per davvero
qualcosa che fiero a tutti
mostrò.
Non erano vasi, non eran
boccali,
non eran pugnali d’un tempo
che fu.
Trovò finalmente quel bel
coltellino
che un dì, da bambino, perdè
e non trovò.
|