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INDICE   UMBERTO GARIBOLDI

 

 

 

 

 

 

 

 

Dionigi l'archeologo

 

Chi non conosce il nome di Dionigi,

più volte immortalato nella Storia?

Chi non ha mai sentito i suoi fastigi,

la sua fama, il suo lustro, la sua gloria?

C’è il Dionigi, tiranno in Siracusa,

c’è il Dionigi, retor di Alicarnasso,

e neppure Alessandria resta esclusa,

né il Portogallo agli altri cede il passo.

Ma il Dionigi di cui voglio parlare

vive oggigiorno e sempre in mezzo a noi,

la domenica sempre va a scavare,

l’archeologo fa con tutti voi.

 

1a avventura

 

Un giorno egli lesse, sfogliando un giornale,

che è stato scoperto un vecchio pugnale.

Pugnale di ferro d’un tempo remoto,

col manico inciso d’artefice ignoto.

 

Dionigi l’archeologo

partì senza indugiare,

se c’è di che scavare

non lo si ferma più.

Scavò per giorni e giorni,

spostò terra a quintali,

soffrì pene infernali,

ma nulla discoprì.

 

2a avventura

 

Gli dissero un giorno gli amici burloni

che avevan trovato, girando i rioni,

vicino a una chiesa, ma proprio per caso,

appena affioranti, i cocci di un vaso.

 

Dionigi l’archeologo

partì senza indugiare,

se c’è di che scavare

non lo si ferma più.

Scavò per giorni e giorni,

spostò terra a quintali,

soffrì pene infernali,

ma nulla discoprì.

 

3a avventura

 

Gli disse il fratello che lì nel giardino,

secondo un suo studio su un testo latino,

dovevan trovarsi monete romane,

lasciate a suo tempo da donne pagane.

 

Dionigi l’archeologo

partì senza indugiare,

se c’è di che scavare

non lo si ferma più.

Scavò per giorni e giorni,

spostò terra a quintali,

soffrì pene infernali,

ma nulla discoprì.

 

Finale

 

Ma un giorno Dionigi trovò per davvero

qualcosa che fiero a tutti mostrò.

Non erano vasi, non eran boccali,

non eran pugnali d’un tempo che fu.

Trovò finalmente quel bel coltellino

che un dì, da bambino, perdè e non trovò.