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1982
A ROBERTO BADINI
Questo non è un addio,
questo è soltanto
un ricordare i dì passati
insieme,
perché vogliam che siano a
te daccanto
nei momenti di gioia, gaudio
o speme.
Essi son parte ormai della
tua vita,
né cancellar si posson dalla
nostra.
Son lì, dentro la serra tua
fiorita.
Guardiamoli passare in breve
mostra.
Guarda, quella è Celina
Filipetti,
davanti al terminale che è
impazzito;
un video che le fa sempre
dispetti
e aspetta solo d’essere
punito.
Ma guarda ancora, c’è
Giancarlo Branca
che cerca sempre di
riconciliare
il vecchio e il nuovo VPA e
gli manca
la corretta Istruzion da
consultare.
Guarda, c’è Nino Rocca:
Sta cercando
Il più recente annuncio TLA,
nelle sue vecchie carte
rovistando,
ma non gli viene in man che
CMA.
Guarda quel ghigno torvo
all’orizzonte.
Gianfranco De Filippis
rassomiglia.
Degli “ Stock Orders”
cerca ancor la fonte,
aggrottando le cupe
sopracciglia.
Ma Giancarlo Bassetti,
all’improvviso
Soggiunge con la nuova
soluzione:
“Sì, diciamo così, a mio
avviso,
tutti a Novara. E’ fuori
discussione!”
Ce n’è un altro, ma è
tanto piccolino!
“Faunetto”, ma di peso,
non di più.
Crede cantare l’Opera, il
meschino,
con voce gracchia e dieci
note in giù.
Questa l’Armata fu
Brancaleone
con cui vivesti i dì da
ricordare;
l’esercito era questo
bonaccione
che, bene o mal, dovevi
conciliare.
Ora che ad altre imprese sei
votato,
Roberto, la tua ciurma ancor
t’acclama;
ora che Sant’Emilio hai
salutato,
s’accresca ancor di più la
tua gran fama.
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