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1969
CANTO SOLO PER TE
Canto solo per te, mia
vecchia musa,
che cammini raminga e
fuggitiva,
inseguendo col guardo dalla
riva
i versi tuoi che perdonsi nel
mar.
Si perdono nei flutti e
dentro i gorghi,
senza che più nessuno li
raccolga,
né più poeta c’è che a
te rivolga,
pietosi gli occhi, rime a
dimandar.
E pur sull’Adrie coste t’invocaro
Ugo,
Giacomo
e pure Gabriele,
e tu dall’Ellesponto, a
piene vele,
correvi pronta i voti ad
appagar.
Né mai negasti i versi tuoi
soavi
Al gentil precettor d’amabil
rito,
né mai poeta fu da te
tradito
quando a te venne rime ad
implorar.
Perché dunque cotanto ti
disprezza
il poeta moderno e ti
trascura?
Perché quasi ti fugge e non
si cura
per certo di venirti ad
invocar?
Canto solo per te, mia
vecchia musa,
perché tu sola intendi i
miei sospiri,
tu sola sai capire i miei
desiri
e le mie angoscie tu sai
consolar.
Lasciam che il mondo corra
dove vuole
e culliamoci ancor
nell’illusione;
crediamo ancor nel duol,
nella passione,
nei sentimenti che ci fanno
amar.
Lasciam che l’uomo annulli
il suo pensiero,
chiuda la porta ai moti del
suo cuore,
strumentalizzi pur l’odio e
l’amore
e continuiamo increduli a
sognar.
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