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1960
A FEDERICA ZANUSO
Felice
mi potea considerare,
Eterea
creatura, a te vicino.
Da
te più non voleami separare
E
più non ho da canto il tuo visino.
Ricordo
quando un dì venisti meco.
Il
cuore mi batteva forte forte;
Credeva
che scoppiasse, e un amor cieco
Animò
le mie membra.Strana sorte!
Zetano
or mi si cali innanzi al volto
Acciò
ch’io rivedere più non possa
Ninfa
sì bella appresso ad uno stolto;
Un
tal con cui dovrai venire rossa
S’oltre
che bella fosse un po’ cosciente.
O
Dio del ciel, guarisci la mia mente.
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