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INDICE   UMBERTO GARIBOLDI

 

 

 

 

 

 

 

 

  

1970 PER LA FINE DEL CORSO DI  ELETTROTECNICA ENUTO DAL CHIARISSIMO PROFESSOR GAMBALONGA GENNAIO 1970

 

Hai vinto, Gambalonga, i tuoi pupilli

raggiunsero il traguardo sospirato,

e, sotto la tua guida, hanno imparato

i segreti dell’elettricità.

 

Mi sembra di vederti, professore,

disegnare circuiti e resistenze,

calcolare tensioni ed impedenze,

con sicurezza, slancio e autorità.

 

E vedo là, seduto su due sedie,

il grande Zaghi che t’ascolta attento,

movendo il capo suo, solenne e lento,

quasi approvando ciò che dici tu.

 

Ecco Turazzi che, scuotendo forte

il nero sopracciglio, disapprova,

non si sa bene che. Forse si trova

un po’ a disagio a far lo studentel.

 

Ecco Goi che fa finta di dormire

e invece dorme proprio,, mentre Maggio

si tien nascosto al luccicante raggio

che balenan gli occhiali, tutti d’or.

 

Più diligenti son Monga e Ruggeri,

che già ne sanno, o credon di sapere,

e, se tu non sai bene il tuo mestiere,

ti mettono nel sacco, professor.

 

Non correre così! Guarda, Baroni

non ha capito quello che hai spiegato

e chiede aiuto a Melzi che, impacciato,

gli dice: “Neppur io capito l’ho”.

 

Comunque, senza dubbio il più carino

resta sempre Longoni, col suo fare

candido, col suo modo di guardare

trasognato ed attento tutt’insiem.

 

Mentre il più serio è Monti, che somiglia

quei vecchi nobili del settecento;

piccolo il passo, altero il portamento,

rustico e dolce il nobile parlar.

 

Restano due esemplari d’eccezione:

il primo è Cerri, il prode tiratore,

l’altro è Micconi, gran conquistatore,

delle fanciulle fiero seduttor.

 

Che bella classe! Bravo, professore!

Dove li hai scelti? Sono i volontari

che partiron, feroci e sanguinari,

il paese di “Mai” a conquistar?

 

Ma basta coi dolori, cancelliamo

tutti i ricordi tristi del passato,

tanto oramai quello che è stato è stato.

Bevi, Rosmunda, e più non ci pemsar!