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1987
PER LA RASSEGNA DI POESIA
DEI RAGAZZI DI
TREZZO
SULL' ADDA
Poeti in erba, che volar
desiate
sul monte delle Muse ad
ispirarvi,
e con tanto entusiasmo
incominciate
nei versi e nelle rime a
cimentarvi,
a voi l’augurio venga mio
sincero
che alberghi sempre in voi la
poesia,
cui poter confidare ogni
pensiero
qual sia, di gioia o di
malinconia.
I vostri sforzi, i vostri
tentativi,
mi fanno ricordare i miei
verd’anni,
quando, coi primi versi irti
e furtivi,
descrivere volevo gioie e
affanni.
La rima conduceva il pensier
mio
fino a condurlo sempre fuori
strada;
dal primo verso, con felice
avvio,
mi trascinava in sconosciuta
rada,
tal che alla fine, quando mai
veniva,
avea scritto dei versi ben
rimati,
ma il discorso era andato
alla deriva
e i pensieri iniziali
obliviati.
Poi venne il tempo della
scuola media;
conobbi Omero e i grandi del
passato;
di Dante ho poi studiato la
Commedia
e la Gerusalemme di Torquato.
Il verso mio faceasi più
sicuro
emulando le rime di quei
geni;
il linguaggio più colto e più
maturo
e il rimeggiar più sciolto e
senza freni,
sì che ancor oggi, nell’età
avanzata,
se affidar voglio ai versi il
mio pensiero,
fedele sempre m’è la Musa
amata
secondando il mio detto, gaio
o austero.
La Musa dei poeti ci conforta
nei giorni di dolore e di
tensione,
a superar le crisi ella ci
esorta,
a viver con tenacia e con
passione,
così come, nei giorni di
diletto,
le possiam confidar la nostra
gioia,
e lei ci ascolta sempre con
affetto
né mai di noi si stanca né
si annoia.
Poeti in erba, andate
fiduciosi
a chiedere alla Musa di
aiutarvi;
non siate trepidanti, non
ansiosi,
saranno i vostri sforzi a
presentarvi.
Non vi arrendete mai;
qualsiasi scoglio
con la mente serena si
rimuove;
qualsiasi sentimento di
cordoglio
v’ispiri a cimentarvi in
rime nuove,
tutte le gioie della vita
vostra,
i vostri sentimenti più
nascosti,
nei più bei versi siano
messi in mostra,
non sian da soli in fondo al
cuor riposti.
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