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INDICE   UMBERTO GARIBOLDI

 

 

 

 

 

 

 

 

      

 1983  UNA GIORNATA DI SCAVI ARCHEOLOGICI

 

 

Prima che spunti in ciel la bella aurora,

Chiusi nel sacco i ferri del mestiere,

Lasciam, cantando, ognun la sua dimora;

La nostra meta: i campi e le brughiere.

 

Ogni terreno incolto può celare,

Dentro il suo seno, le vestigia antiche,

Le memorie d’un tempo può serbare,

Sia pur coperte d’eriche e d’ortiche.

 

Un lieve affioramento ci può dire

Che sotto una necropoli è nascosta;

Solo scavando si potrà scoprire

Se la speranza nostra è corrisposta.

 

E scava, e scava, ecco laggiù che spunta

l’ansa di un’olpe, sporca ed incrostata,

piena di terra, rotta e tutta smunta;

ma la speranza nostra si è appagata.

 

Raccogliendo i pezzetti tutto intorno

il fardello di cocci si è riempito.

Le fatiche e gli scavi, a mezzogiorno,

ci han fatto ricordare l’appetito.

 

La colazione al sacco è bell’e pronta;

le brune zolle sono il nostro desco.

Se non abbiam stoviglie, a noi che conta?

L’acqua è fornita da un ruscello fresco.

 

La sera poi felici ritorniamo,

col cuore in gola e pieni di emozione,

e già durante il viaggio pregustiamo

dei nostri cocci la restaurazione.

 

Con lavoro paziente puliremo

i pezzi ritrovati, ad uno ad uno;

infine i cocci insieme incolleremo

nel modo più verace ed opportuno.

 

E così le vestigia del passato

rivivranno per noi novellamente;

quello che il tempo aveva cancellato

ritroverà la vita nel presente.