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PICCOLA SICILIANA
Nella vecchia Milano rombante
di cento rumori,
tra il frastuono di camion,
di auto, di moto e di tram,
io ti aspetto alla porta
d’uscita di dove lavori,
mentre in petto un frenetico
ritmo fa il cuore vibrar.
Piccola siciliana, che
m’hai stregato il cuor,
la terra tua lontana vuole
rapirti ancor;
ma nella mia Milano tu
m’incantasti un dì,
con un sorriso strano,
dicesti a me così:
Io son la figlia della
Sicilia,
la mia famiglia venuta è
qua.
Ma tra le suore colline in
fiore
Sempre il mio cuore ritornerà.
Tra la gente che passa
quell’uscio io scruto ma invano,
mentre l’ansia mi preme e
m’affanno vederti non so,
tante coppie passando felici
si tengon per mano,
mentre io solo ramingo e
deluso ad attendere sto.
Piccola siciliana, la mia
serenità
è fuggita lontana e più non
tornerà;
non resta che il ricordo
scolpito dentro al cuor
come stupendo accordo dei
tuoi detti d’allor:
Io son la figlia della
Sicilia,
la mia famiglia venuta è
qua.
Ma tra le suore colline in
fiore
Sempre il mio cuore ritornerà.
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