|
1969
AI SIGNORI CHE NON PARTECIPARONO
AL
PRANZO COMUNITARIO DI SABATO 11 OTTOBRE
Il metro è quello della “canzone classica”, in tre stanze e un
commiato.
Ogni stanza è divisa in due parti, fronte e sirima, collegate da un
settenario di concatenazione.
La fronte è costituita da sei versi in rima ABCABC, la sirima da sei
versi in rima DEEDFF, la concatenazione è in C.
I versi sono settenari ed endecasillabi con la disposizione classica:
7 7 11 7 7 11 7 7 7 7 11 7 11.
Tuonava il mezzodì,
quando gli undici eletti
si unirono in seduta avanti
al desco,
e seduti così,
sugli ampi scranni eretti,
risuonò il loro dir
cavalleresco.
Con un ghigno grottesco
ed un sogghigno astioso,
profferiron condanna
a chi la fede inganna
de’ suoi colleghi, e resta
neghittoso,
da solo con sé stesso,
né già si reca al pubblico
congresso.
“Condannato sarà
dalla congregazione
ogni assente in codesto gaio
giorno,
e il vituperio avrà,
per questa losca azione,
dell’intero reparto, al suo
ritorno.
Aleggi a lui dintorno
il biasmo irrefrenato
di tutti i benpensanti;
del buon desco gli amanti
detestino chi fece un tal
reato;
né mai riceva invito
da chi apprezzar sa un tavolo
imbandito.”
E mesti andran pel mondo,
raminghi e malcontenti,
mostrati a dito e messi alla
berlina,
un disprezzo profondo
destando nelle genti
che li distaccheranno oltre
cortina.
La razza meneghina
proclamerà l’espatrio
dalla sua santa terra,
dichiarando la guerra
a chi seppe tradire l’amor
patrio
per il buon desinare
né già venne con noi lieto
a pranzare.
Canzone, va, t’invola,
e porta la tua voce
robusta e chiara ai lobi di
coloro
che non parteciparono al
ristoro.
Spietata sii, feroce
Contro di lor.
|