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1968
A FEDORA TAGLIAPIETRA
Foco
che avvampi nel profondo core,
Eletta
vampa che ardi dentro il petto,
Deh,
profferisci a lei verbi d’amore,
Offrile
un pegno di struggente affetto.
Risveglia
in lei recondita passione,
Ambasciator
ti fo d’alta missione.
Tanti
cuori si struggono, o crudele,
Agognando,
ma invano, un tuo sorriso.
Giocondi
hai gli occhi e dolci più del miele,
Lieve
pallore vela il tuo bel viso.
Il
seno tondeggiante e voluttuoso,
Albo
e slanciato il collo fascinoso.
Perché
cotanto ostile allor ti mostri,
Ingrata,
verso chi gemendo langue,
E
innanzi al dio d’amore non ti prostri?
Trafitto
core si dibatte, esangue,
Rantolando,
e lo stral tu gli lanciasti.
A
scioglierti che più morir non basti?
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