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1965
IL vegliardo
Lento cammina su la strada
antica
il misero vegliardo. Indarno
il sole
cercan l’occhi suoi voti,
in van l’aprica
campagna, i prati e le
fiorite aiole.
Com’era dolce un tempo il
suo cammino,
quando lo sguardo suo si
riposava
tra le colline amiche, ed al
Divino
una prece di grazie egli
innalzava!
Quando l’ombroso abete il
suo cimiero
fiero scrollando al sospirar
de’ venti
parea lo salutasse e con
leggiero
sussurro s’inchinavan
riverenti
al suo passar le pecore del
gregge.
Ed or dal prato ne sente il
richiamo,
né più le può veder. E più
non regge
al duolo, e piange, e intanto
da ogni ramo
rispondono al suo pianto i
rusignoli.
Tal mendicando io vò pace e
ristoro,
misero, che più mai chi mi
consoli
non ho da quando li occhi mi
fur tolti, e moro.
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